Questo il testo del documento:

Premesso che:

L’industria chimica sarda alla luce dei fatti recenti rischia di essere smantellata, a causa della lenta ma progressiva fuoriuscita dalla chimica del gruppo Eni e della sua società «Polimeri Europa», e per il disimpegno annunciato il 30 aprile dal Consiglio di amministrazione di «Vinyls Italia», la società dell’imprenditore Sartor subentrata alla «Ineos Vinyls» che ha deciso di rinunciare al progetto per il rilancio dell’intero ciclo produttivo del clorosoda, da Porto Marghera a Ravenna, alla Sardegna.

 

Dato che:

il polo industriale di Assemini – Macchiareddu rappresenta da anni per la nostra collettività un opportunità di occupazione e sviluppo che rischia di essere fortemente ridimensionato con gravi danni per la collettività;

 

Il consiglio comunale di Assemini riunitosi in seduta pubblica, aperta alla presenza di diversi esponenti istituzionali dei comuni limitrofi, rappresentanti della Provincia di Cagliari, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori Syndial e Ineos, sentiti i numerosi interventi che hanno rimarcato grande preoccupazione per la crisi del polo industriale che determinerebbe un costo sociale insostenibile non solo per Assemini e l’area metropolitana di Cagliari ma per l’intera isola, chiede che:

 

a) l’accordo di programma che riguarda la chimica sarda debba essere rivisto, nell’ambito di quello più generale già attivato dal tavolo nazionale sulla chimica, per salvaguardare i siti sardi tenendo conto che il legame tra le produzioni di Porto Torres ed Assemini è strettissimo perché la produzione del cracking di Porto Torres è fortemente legato alla filiera di Assemini

b) Chiarezza rispetto all’operazione «Vinyls Italia», la società dell’imprenditore Sartor sulla quale da subito in molti hanno espresso molteplici perplessità rispetto ad un’impresa che non possiede capacità finanziarie e ed esperienza nel settore chimico industriale da garantire il rilancio di tale attività e che anche al momento rappresenta un freno ad altre potenziali alternative

c) Un serio impegno nel settore della chimica della giunta regionale, in assenza del quale sarà inevitabile la deindustrializzazione con gravissime conseguenze sull’occupazione, sull’economia industriale, della Sardegna. Sarebbe quindi auspicabile un’incontro immediato con l’assessore regionale da parte dei rappresentati delle amministrazioni comunali e dei sindacati per conoscere chiaramente, le reali intenzioni della giunta regionale e se esiste un piano industriale di rilancio per il settore chimico isolano

d) Bonificare e recuperare i siti esistenti inquinati e agevolare le imprese che sviluppano nuove tecnologie meno contaminanti e più attente alla qualità della vita dei territori interessati

e) Semplificare le procedure burocratiche e autorizzative per facilitare investimenti e attrazione di capitali prevedendo anche misure fiscali di vantaggio a favore di piccole e medie imprese, favorendo se possibile l’istituzione di un porto franco nella zona industriale di Macchiareddu.

f) Ridurre il differenziale del costo dell’energia con gli altri paesi

g) L’impegno della giunta comunale a farsi carico dei problemi del polo industriale di Macchiareddu, riferendo costantemente al consiglio su quanto accade e definendo con esso in concertazione con i sindacati ed i lavoratori le eventuali azioni di lotta da portare avanti

 

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