Concluso il torneo di calciobalilla
30 Maggio 2009
Nei giorni scorsi, con un festoso rinfresco, si è concluso il torneo di calcio balilla intitolato “II Memorial Marco Dessì”, organizzato nella sede del circolo Arci “Velio Spano”.
Dico subito, non per mera retorica, che il vero vincitore di questa edizione è stata la partecipazione ed il coinvolgimento appassionato e composto dei giocatori e del pubblico presente.
Che calcio balilla sia uno sport che entusiasma proprio tutti lo ha dimostrato l’età dei concorrenti: dagli 11 ai 63 anni!
Ventitré squadre, suddivise in quattro gironi, si sono date battaglia, con sano agonismo, in tutte le fasi del torneo.
Per i primi tre piazzamenti in palio 2 televisori di ultima generazione, 2 mountain bike e 2 macchinette per il caffè.
Era stata grande l’attesa, soprattutto tra i più giovani, per l’avvio del torneo. L’organizzazione ha lavorato alacremente: locandina, campagna pubblicitaria, iscrizioni, composizione gironi, calendario incontri, aggiornamenti, premi. Tutto fatto: pronti, via!
Le stecche dei due bigliardini, abilmente manovrate dai giocatori, per oltre una settimana hanno oscillato freneticamente andando su e giù come i pistoni di un motore. La sfera ossea, come impazzita, ha schizzato continuamente da tutte le parti, producendo il classico schiocco nell’urtare contro le sponde. “Stamborrate” e staffilate a iosa. Inconfondibile il caratteristico rumore (musica per chi segna e grande fitta allo stomaco per chi subisce il goal) della pallina che, con la velocità di un missile, sembra sfondare fragorosamente il “cascione”.
Nel calcio si dice che il pallone è rotondo per giustificare risultati imprevedibili e per dire che non si può mai cantar vittoria in anticipo, anche quando il divario tra gli avversari è notevole; perché ci sono mille modi con cui una palla, anche apparentemente innocua, può entrare in rete. Nel calcio balilla questo effetto è moltiplicato: ci sono le più svariate carambole (per questo molti goal sono rocamboleschi, ma anche rocambolescamente cercati!); sponde singole, doppie e triple; rimpalli inimmaginabili; omini che con la loro rigida mobilità possono produrre le traiettorie più svariate. Infiniti divengono i modi con cui si segna. A me personalmente, durante questo torneo, è capitato di fare un goal che non riuscirò a ripetere mai più per quanto campo: con la stecca a due omini ho fatto rimbalzare la pallina sulla sponda laterale (per salvarmi dalla pressione dell’attaccante avversario); la palla si è impennata e la traiettoria assunta è diventata un pallonetto che, sorvolando tutti gli omini, è andato a concludere la corsa nel sette (sei, direi) della porta avversaria difesa dallo stupefatto (e superbravo!) Ettorino. Tutto casuale, ma che goal!
Con ciò non voglio sostenere affatto che i risultati siano solo frutto della casualità. Alla fine, comunque, chi è bravo emerge!
Occorre aggiungere che anche l’elemento psicologico gioca un ruolo fondamentale. E’ veramente bravo, infatti, colui che non solo ha capacità tecniche, ma ha anche la capacità di essere tenace, di non farsi condizionare dall’avversario, di riuscire a mantenere la concentrazione sempre al massimo e di mantenere la giusta caparbietà e la necessaria freddezza. Tutte doti queste che consentono di superare le avversità costituite, appunto, dalle imprevedibilità che possono accadere durante una partita. Certo che, comunque, tra squadre che si equivalgono, la casualità e la fortuna gioca un ruolo non irrilevante!
Tornando al torneo possiamo dire che è stata una competizione di elevato tasso tecnico, in cui molte squadre eliminate erano pressoché allo stesso livello di quelle che si sono qualificate alle fasi successive. Alla fine, comunque, dopo la disputa di incontri molto combattuti, e con scarti minimi nei punteggi, il torneo è stato vinto dalla coppia Pilia-Garau che in finale ha battuto quella composta da Ena e Soi. Al terzo posto si è classificata la coppia Pisano-Porcu che ha avuto la meglio sul duo Rivano-Melis.
Ma, come ho detto, visto lo svolgimento del torneo, chi ha vinto, ci piace ribadirlo, è stata la partecipazione e la correttezza: dei giocatori e del pubblico.
E’ stato piacevole, inoltre, constatare che in tanti si sono prestati a svolgere il ruolo di giudice negli incontri e a verbalizzare l’andamento delle gare. Tutto si è svolto regolarmente e rarissime, se non nulle, sono state le contestazioni.
Una menzione particolare, ritengo, la meritano due giocatori. La prima riguarda l’”enfant prodige” Mario il quale, a soli undici anni, ha dato filo da torcere ai colleghi più quotati; un vero campione! La seconda è per Pino, il più grande (in tutti i sensi) del torneo, che ha mostrato di essere, possedendo tutte le doti di cui si è parlato, un giocatore di gran classe.
Ora il sipario è calato. L’entusiasmo suscitato dal torneo ha generato il desiderio di realizzarne subito un altro. C’è nell’aria una grande voglia di rivincita.
Vedremo se nel prossimo torneo i detentori del titolo, dopo aver lasciato la… stecca agli avversari, saranno disposti a mollare anche… l’osso, benché sferico!
Ignazio Melis
