Dibattito pubblico su Macchiareddu: resoconto dei lavori
19 Giugno 2009

” Succede che la vita di un uomo, anzi di tre uomini possa valere meno di un euro. O possa valere quanto la dimenticanza di avere comprato un rotolo biancorosso o di averlo utilizzato.”
2 giugno 2009
Grande partecipazione e dibattito interessante e notevole per contenuti, per analisi critica e proposta, arricchito da testimonianze di operai e sindacalisti dell’area industriale di Macchiareddu.
Tanti i partecipanti, tanti i contributi, che ripagano dello sforzo organizzativo, e che stimolano il Circolo a farne pratica costante di incontro su tematiche di interesse della comunità e dei sostenitori del P.D.
Angela Tramaloni nella sua Relazione di saluto, rivolge un pensiero ai tre operai vittime del grave incidente nello stabilimento SARAS di Sarroch del 26 maggio; un’altra sciagura sul fronte dell’emergenza – lavoro : alla tragedia del lavoro che non c’è e che coinvolge tanti disoccupati, giovani, si aggiunge l’altra sciagura del poco lavoro che c’è ma che è sempre più insicuro e che in cambio di poco “benessere” si prende la vita di lavoratori.
Un passaggio veloce sulle vicende politiche che coinvolgono il Partito Democratico, i Circoli, le vicende elettorali delle Europee, e poi subito nel problema: le possibilità di sviluppo, di rilancio dell’area industriale, le potenzialità del territorio, la crisi occupazionale. Quali strumenti, quali interventi politici, normativi attivare da parte della politica regionale, da parte dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, quale ruolo del sindacato?
Modera i lavori il Capogruppo in consiglio comunale, Simone Rivano.
Dopo la presentazione degli ospiti evidenzia che l’iniziativa rappresenta il conseguente sviluppo di discussione e analisi del dibattito sulla crisi dell’area industriale e del comparto della chimica già sostenuto dal gruppo consiliare del Partito Democratico nel consiglio comunale del 20 maggio e del successivo documento politico approvato dal consiglio il 25 maggio. Dopo il dramma degli operai alla SARAS, l’attenzione della discussione è rivolta anche sulla sicurezza nel lavoro e sulla precarietà dello stesso.
Giampaolo Diana, consigliere regionale del PD e componente della Commissione regionale per l’Industria, informa sull’attività del Gruppo PD e della minoranza in consiglio regionale. Ricostruisce le vicende recenti del P.D. e in particolare di quello sardo. Evidenzia che è indispensabile costruire un partito che sia chiaro riferimento sociale per il mondo del lavoro, sia del lavoro dipendente che del lavoro autonomo degli artigiani e delle professioni; un partito che sappia rappresentare e sostenere il valore del lavoro.
La situazione generale, nazionale e mondiale, di congiuntura e difficoltà dei mercati determina la crisi dei settori produttivi. In Sardegna la crisi anzi la recessione, è aggravata dall’assenza di strategia e di autorevole guida politica, che sia anche rivendicativa nei confronti del governo-amico di centrodestra, che invece ha aggredito la Sardegna togliendo risorse e finanziamenti al sistema produttivo e industriale e in particolare nel settore della chimica. Questo settore subisce le decisioni dell’ENI, che di fatto determina la linea economica e industriale, sostituendosi al governo, e che impone la gestione aziendalistica, di ricerca di profitto, di riduzione di costi e di tagli di aziende e di personale. L’ENI che è ente statale procede al rapido disimpegno dal settore della chimica, per dedicarsi verso i settori energetici, senza che il governo intervenga a contrastare.
Altro dramma delle imprese sarde è l’eccessiva competitività, al ribasso; infatti l’aggiudicazione di appalti nel sistema privato, così come anche nel settore pubblico avviene secondo il criterio del massimo ribasso. Per conseguenza il margine di guadagno e di profitto aziendale è fatto a scapito del soggetto debole, cioè a scapito del personale, del suo salario, della sua sicurezza e della sua incolumità, a scapito della durata dei vari e diversi contratti di lavoro.
Operai, rappresentanti sindacali, RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) evidenziano e denunciano situazioni di criticità delle loro aziende. Emerge dagli interventi che le aziende, soprattutto le grandi aziende, investono in sicurezza, e hanno protocolli di sicurezza. Il vero problema è dato dalla differenza di dotazioni di sicurezza per gli operai interni, per i diretti, rispetto agli addetti esterni di altre ditte che hanno sistemi e disposizioni di sicurezza meno rigidi e però meno sicure e tutelanti. E proprio questi addetti esterni, che di solito gestiscono servizi di manutenzione ed eseguono i lavori più a rischio sono quelli maggiormente esposti ad incidenti, ad infortuni. Si specula sul bisogno di lavoro. Gli operai intervenuti hanno segnalato le serie difficoltà degli operai delle imprese esterne, le prassi e le consuetudini spesso, troppo spesso approssimative. Vengono anche evidenziati i progressi fatti e gli importanti risultati raggiunti in materia di sicurezza e anche di tutela ambientale. Alcuni impianti sono definiti “fiore all’occhiello” per la salvaguardia dell’ambiente, (Syndial, Fluorsid) ad impatto zero : eppure Syndial (riemerge la denuncia e la preoccupazione) viene penalizzata da scelte e logiche industriali di Eni che possono portare verso la dismissione.
L’area industriale non è solo chimica, ma anche altri settori produttivi. E dagli interventi emerge con chiarezza e decisione la consapevolezza e conoscenza delle criticità e delle potenzialità dell’area. Il rilancio dell’area industriale di Macchiareddu e Sarroch insieme alla chimica deve comprendere anche le attività del settore metalmeccanico e in sinergia con l’attività del porto canale deve darsi forte impulso alla grande committenza del settore metalmeccanico e manifatturiero. In questo settore si registra infatti una carenza strategica delle politiche industriali e soprattutto della categoria datoriale che fossilizza le attività anziché diversificare i settori di sviluppo e investimento.
Il settore delle manutenzioni dei grandi impianti ha nel tempo sviluppato professionalità e attenzione per la sicurezza; ma il settore delle manutenzioni accorpa tante piccole imprese costrette a forte concorrenza e quindi ad eseguire lavori in appalti e subappalti al ribasso di costi, che sono poi quelli maggiormente esposti ai rischi di infortuni.
La sicurezza dei cantieri, delle imprese è diventato un obiettivo obbligatorio; non può essere ancora un prezzo da pagare per i lavoratori con gli infortuni, invalidanti e talvolta mortali. Le imprese devono investire in sicurezza, in formazione della sicurezza. Purtroppo la qualità della sicurezza è compromessa da frequenti e consolidati contratti di manutenzione e servizi appaltati e anzi subappaltati con forti ribassi, a scapito delle tutele sindacali, a scapito del salario agli operai e scapito della sicurezza nei cantieri e negli impianti di lavoro.
Chiaro il richiamo alla cultura della sicurezza (T.S. – CGIL/FILCEM provinciale), fatta non solo di regole e prescrizioni, ma soprattutto di formazione, e di normale e quotidiana pratica sia da parte delle imprese sia da parte dei sindacati e dei lavoratori. Le grandi imprese industriali hanno investito notevoli risorse verso la tutela dell’ambiente: a differenza di anni fa, c’è ora una diversa attenzione all’ambiente. Sostiene infine che di tutela ambientale delle industrie così come di sicurezza bisogna parlarne con certezza e conoscenza se si vuole fare un buon servizio ai lavoratori, e all’opinione pubblica.
Gli impianti produttivi dell’area industriale di Sarroch e di Macchiareddu (U.R., assessore dell’Ambiente del Comune di Sarroch) hanno raggiunto nel tempo buoni livelli nel settore della sicurezza: il problema sta nelle regole e nel rispetto. Le statistiche dimostrano che nel tempo sono diminuiti gli infortuni che provocano invalidità, anche permanenti, ma non diminuiscono gli infortuni mortali.
Di valorizzazione del porto canale, delle infrastrutture dell’area industriale e di scelte strategiche per il territorio dell’area vasta di Cagliari parla il Presidente del Consiglio Provinciale di Cagliari (R.Pili) che parla anche di sicurezza e business della sicurezza. Oltre la cultura della sicurezza è indispensabile garantire la effettiva operatività di un serio sistema di verifiche e controlli, fatto di adeguati strumenti e risorse umane (ispettori) e finanziarie. Certamente bisogna farsi carico delle vittime così come delle famiglie delle vittime, che di solito dopo i riflettori vengono abbandonate e dimenticate.
C’è evidenza anche per le vicende della INEOS Film (ex Savinil, ex Selpa) i cui operai sono in cassa integrazione; fabbrica messa in vendita seppure in attivo, nell’ambito delle vicende sulla chimica Ineos / Vynils Italia / Sartor. Un’intricata vicenda, che dopo i contrasti con l’ENI e la rinuncia dell’imprenditore Sartor, ormai è prossima all’amministrazione straordinaria. Forse si salvano i posti di lavoro!! .. Con altro imprenditore…
Tore Mattana, già sindaco di Sarroch e consigliere regionale impegnato, nella precedente legislatura/Soru, nella commissione Industria, analizza la situazione di grave crisi congiunturale, economica, industriale; è ciclica, ma per la Sardegna stavolta è devastante. Sostiene l’esigenza di forte ruolo della politica regionale in difesa dell’industria, a sostegno dei livelli della produzione e della qualità della produzione. Nella filiera della chimica i siti industriali sardi. tecnologicamente avanzati, hanno un ruolo importante che però non viene valorizzato a causa dei limiti della politica regionale e degli ostacoli delle altre regioni e del governo e soprattutto dell’ENI : l’accordo della chimica, l’accordo di programma non è ancora finanziato, il contratto di programma INEOS è disatteso. Occorre ridefinire il ruolo dell’ENI, che seppure azienda statale partecipata dal ministero dell’economia al 28%, di fatto disattende le politiche industriali del governo e persegue la propria strategia di disimpegno dalla chimica verso altri settori di produzione di energia.
Per l’area industriale di Macchiareddu puntualizza, riprendendo i precedenti interventi di operai e sindacalisti che la zona industriale ha bisogno di impulso e sostegno, così come è indispensabile avere una politica regionale industriale chiara, non ondivaga, di sostegno all’industria che fa produzione di beni, industria chimica, metalmeccanica, che non sia secondaria o peggio ancora alternativa all’attività turistica, dei servizi. Evidenzia che occorrono anche adeguate scelte strategiche di valorizzazione soprattutto del porto canale e dell’area retrostante, e sollecitando l’intervento del CACIP.
Il livello di sicurezza in cantiere segnala G.C./CGIL–FLAI, è determinato dalla qualità dei contratti e dall’eccessivo ribasso; le aziende piccole con meno di 15 dipendenti sono in pratica senza regole e gli operai senza tutele. Gli strumenti normativi di settore devono essere modificati, devono essere maggiormente incisivi per garantire la sicurezza per i lavoratori; al contrario di quanto invece viene praticato dall’attuale governo e dal sistema imprenditoriale che stanno smantellando un sistema di regole, di tutele e di controlli. Ma le manutenzioni di grandi impianti tecnologicamente avanzati, che vengono appaltate ad esterni devono essere più severamente disciplinate e sanzionate e devono essere precluse ad imprese che non possono garantire requisiti e affidabilità tecnica certificata, soprattutto in riguardo alla sicurezza dei propri lavoratori.
G.B., consigliere comunale PD, afferma che la Sicurezza è un problema etico per le aziende e per la politica. Il lavoro deve portare a casa il pane e la vita, non la morte!!. La sicurezza nelle aziende, negli impianti, nei cantieri è fatta e assicurata dalle buone prassi, da parte delle aziende, dei sindacati, anche e soprattutto da parte degli stessi lavoratori. La politica deve farsi carico, e la sinistra e il Partito Democratico devono farsi carico, di dotare il mondo del lavoro di leggi di maggiore tutela della sicurezza, ma deve soprattutto assicurare gli strumenti, le regole del lavoro sicuro, controlli, verifiche, ispezioni, con chiarezza di procedure, con adeguati strumenti e risorse finanziarie e di uomini e chiare competenze per gli enti preposti. Il PD deve con forza contrastare il disegno politico di depenalizzazione del sistema sanzionatorio e dei controlli che questo governo con pieno sostegno del mondo imprenditoriale vogliono realizzare, stravolgendo un complesso di regole e sanzioni appena avviato nel Testo Unico della Sicurezza dal precedente governo di centrosinistra.
A.M., del Coordinamento PD-Assemini riprende le vicende del Partito Democratico e delle imminenti scadenze organizzative e congressuali. La crisi della nostra zona industriale e la crisi occupazionale del territorio impongono alle OO.SS. e alla politica regionale e in particolare al Partito Democratico di seguire con maggiore attenzione, vigilanza ed efficacia di proposta politica le problematiche della sicurezza e delle attività produttive dell’area industriale.
Alle 21,40, dopo una serata intensa e partecipata di discussione S.Rivano chiude i lavori, ringraziando i presenti, con l’impegno di un prossimo appuntamento per verificare quanto la politica locale (comunale, provinciale, degli enti/CACIP…) e la politica regionale nei distinti ruoli istituzionali hanno in programma di realizzare e stanno realizzando per il rilancio dell’area industriale.
Un grazie ai Relatori, ai rappresentanti sindacali, agli operai intervenuti, agli organizzatori che con la solita disponibilità si sono prodigati per la iniziativa.
Un grazie speciale a Tore, che in chiusura ha dato il senso dell’incontro. Ha ricordato che Bruno in sala mensa, gli aveva augurato buon pranzo; dopo qualche minuto la tragedia, Bruno non c’era più! Il serbatoio da bonificare non era recintato neppure con un filo di nastro biancorosso; un rotolo costa appena un euro. Succede che la vita di un uomo, anzi di tre uomini possa valere meno di un euro. O possa valere quanto la dimenticanza di avere comprato un rotolo biancorosso o di averlo utilizzato.
Proprio durante la stesura di questo articolo, ci raggiungeva la notizia di un nuovo incidente(per fortuna, non grave) alla SARAS: due operai sono finiti in infermeria dopo essere stati raggiunti dai gas fuoriusciti da un impianto in cui la squadra di un’impresa (di un’altra impresa, diversa) d’appalto stava eseguendo alcuni interventi di manutenzione straordinaria.
Ignazio Nioi