Amministrazione Comunale di Assemini: 2009, un anno di inerzia

6 marzo 2010

E’ trascorso oltre un anno e mezzo dall’inizio della legislatura ed è necessario fare il punto della situazione sull’attività di governo della giunta di centro-destra  guidata dal Sindaco Paolo Mereu.

Sui primi sei mesi abbiamo già pubblicato una sintesi, nonché due appositi resoconti relativi alle Politiche Sociali e al Piano Urbanistico Comunale.

Dico subito che l’anno 2009 è stato caratterizzato da una forte accentuazione di tutte quelle criticità che erano state evidenziate nelle suddette relazioni: assenza di una linea politica; assenza di obiettivi strategici per risolvere le numerose problematiche che investono la comunità asseminese; litigiosità all’interno maggioranza; estrema indecisione su qualsiasi tema sia stato affrontato. Criticità che la minoranza non ha mai cessato di evidenziare nelle sedute consiliari.

Il primo aspetto che mi sento di mettere in evidenza riguarda la sistematica violazione delle norme che regolano il funzionamento del Consiglio comunale e, talvolta, la mancanza di rispetto verso questa istituzione. Norme violate attraverso il cronico ritardo nella risposta alle interrogazioni che vengono presentate dai consiglieri, la, non rara, predisposizione lacunosa dei documenti necessari al dibattito nelle adunate consiliari e, talvolta, il mancato coinvolgimento della minoranza su iniziative riguardanti l’intero Consiglio.

Si deve registrare, inoltre, che per varie sedute del Consiglio la maggioranza si è presentata con numerose assenze. La minoranza con senso di responsabilità, stante l’importanza degli argomenti da trattare, ha garantito sempre il numero legale, fino a quando, per dare stimolo a questa sorta di inerzia e di apatia amministrativa, non ha ritenuto di dover abbandonare l’aula.

 Tra gli aspetti di un certo rilievo merita di essere menzionata la relazione dell’assessore all’ambiente sullo stato dell’arte della raccolta differenziata, presentata nel mese di marzo. Il quadro emerso non è stato confortante in quanto risultavano (e risultano) ancora tante le lacune da colmare perché si potesse parlare di un compiuto ed efficiente servizio reso alla collettività: il nuovo calendario per il conferimento non era stato ancora comunicato ai cittadini; non risultavano ancora censiti i cittadini residenti all’esterno dell’abitato e aventi diritto al servizio; del centro di raccolta in Località Terrasili ancora nessun passo in avanti, mentre quello cosiddetto “provvisorio” risultava ancora ubicato (lo è tutt’ora) all’interno del centro abitato; numerosi gli inadempimenti contrattuali della ditta, costantemente segnalati dalla minoranza.

Relativamente al piano triennale delle opere pubbliche, approvato nello stesso mese, si registrano due importanti decisioni:

- l’esclusione di un’opera prevista e già finanziata, quale la costruzione di una scuola elementare in località Cuccuru Macciorri;

- la contrazione di un mutuo, pari a € 1.200.000 circa, con un asserito duplice scopo: far fronte ai costi degli indennizzi per gli espropri eseguiti per la realizzazione della piscina (che a seguito di disposizioni normative sopravvenute sono lievitati in maniera consistente); completare il parcheggio antistante la piscina stessa.

Occorre evidenziare, a questo punto, che il 31 marzo era la data ultima entro la quale la maggioranza aveva assunto l’impegno, formalizzato attraverso l’approvazione delle linee guida da parte dell’intero consiglio nel mese di dicembre 2008, di presentare il Piano Urbanistico Comunale. A tutt’oggi non é dato di sapere (nonostante le numerose sollecitazioni da parte della minoranza) quale sarà il destino di tale documento di pianificazione, né cosa intenda fare la maggioranza.

Ad aprile si è tenuta una sola seduta consiliare concernente la doverosa espressione di solidarietà verso i cittadini dell’Abruzzo coinvolti nel terremoto.

Il 13 maggio la convocazione del consiglio, chiesta dalla minoranza in forza del regolamento, ha riguardato la vicenda relativa allo spostamento provvisorio del mercato ambulante che il Sindaco e  la Giunta hanno effettuato in maniera arbitraria ed estemporanea, e senza il dovuto coinvolgimento del Consiglio, organo competente a dettare linee e indirizzi circa l’ubicazione del mercato stesso. Per varie settimane il mercato e tutta la zona circostante è stata messa sotto-sopra creando notevoli disagi e destando le proteste degli stessi ambulanti, dei cittadini ivi residenti e dei commercianti con sede fissa. Ora, revocato lo spostamento, è stata ripristinata la situazione  precedente e non si è capito il senso di un tale sconvolgimento.

All’interno della maggioranza, come detto, i contrasti non sono mancati (e non mancano). Risulta palese, ad esempio, che i componenti dell’UDC sono divisi, con un consigliere, prima capo-gruppo, che ormai fa riferimento a se stesso.

Per oltre dieci mesi l’assessore alle Attività Produttive è stato il bersaglio preferito, con interventi al vetriolo, da parte del suo consigliere di riferimento. E questo fino al mese di novembre, quando il Sindaco, dopo aver tergiversato per tutto quel tempo sulla vicenda, ha posto fine alla lunghissima diatriba revocando l’incarico all’assessore. La lettera di revoca, con sorpresa generale, è stata letta dallo stesso assessore, non senza polemiche, durante la sua ultima seduta consiliare.

Nella medesima seduta l’assessore all’ambiente aveva presentato le sue dimissioni dall’incarico. Questo dopo essere stato, praticamente, sfiduciato da tutta la maggioranza, mediante la richiesta della istituzione di una commissione di indagine avente il compito di verificare la conformità degli adempimenti della ditta affidataria al contratto di appalto per la raccolta differenziata.

Nella seduta del 4 dicembre uno degli oggetti di discussione era l’accordo tra il Comune e la ditta Cagliari Calcio. In sostanza il Cagliari calcio propone di realizzare, a sue spese, la costruzione di un campo di calcio a 5 su un’area che il Comune dovrà individuare. In compenso il Comune modificherebbe la destinazione d’uso delle aree di pertinenza del centro E. Cellino di modo che in esse si possano realizzare strutture ricettive quali alberghi, ristoranti e bar. L’accordo, tuttavia, è ancora in fase di definizione, e non è dato di sapere se andrà in porto.

Quando tutti questi accadimenti sembravano, apparentemente, terminare, ecco un altro scivolone della maggioranza. Nella seduta dell’11 dicembre scorso, infatti, il consigliere Pireddu dà lettura di un documento durissimo e polemico con il quale, dopo aver accusato pesantemente Sindaco, Giunta e la sua coalizione di totale inerzia e indecisione su tutti i fronti, comunica la sua uscita dal PDL pur rimanendo, in posizione autonoma, nella maggioranza. Al riguardo la vicenda non ci ha meravigliato più di tanto. Abbiamo sempre sostenuto che una formazione così variegata lasciava intravedere un cammino difficile ed irto di ostacoli nel governo della città. Certo, la eterogeneità di un gruppo non è di per sé un aspetto negativo, ma lo diviene allorquando la sua azione è impedita dalla scarsa coesione e dal costante contrasto tra gli elementi di cui è composto.

Nella  seduta del 16 dicembre nella minoranza del centro-sinistra  occorre  registrare, a sorpresa, le dimissioni del consigliere Antonio Scano dal gruppo consiliare del PD. Il consigliere, dopo le primarie, fa una scelta differente aderendo al partito Alleanza per l’Italia, lascia il P.D., nelle cui liste era stato eletto, pur dichiarando di restare all’opposizione.

Unica nota positiva che si rileva in un anno di (in)attività, è il funzionamento di alcune commissioni consiliari (non tutte!) nelle quali  maggioranza e minoranza, collaborando in maniera seria e fattiva, stanno producendo alcuni risultati: l’aggiornamento dello statuto, del regolamento del Consiglio, quello sull’accesso agli atti e dei procedimenti amministrativi, il regolamento del mercatino dell’usato.

A conclusione di questa breve sintesi degli avvenimenti, può dirsi che è stato un anno in cui l’hanno fatta da padrone la litigiosità e l’inerzia di chi ci governa; dove la politica è stata lasciata fuori dalla porta, e non si è riusciti a gestire neppure la ordinaria amministrazione. La perdita di due assessorati, ad appena un anno e mezzo di legislatura, le continue beghe all’interno della maggioranza e la penuria di risultati concreti, allo stato attuale, sono gli aspetti più emblematici del fallimento dell’attività di questa amministrazione.

Ignazio Melis

consigliere comunale

2 Responses to “Amministrazione Comunale di Assemini: 2009, un anno di inerzia”

  1. Basilio Says:

    Grazie per l’aggiornamento. Mi viene comunque il dubbio che l’azione di questa maggioranza sia più dannosa della sua inerzia. Le scuole Pintus su tutto. Per come la vedo fareste bene a sostenerli nell’azione di tornarsene a casa

  2. Ignazio Melis Says:

    Dovere, Baslio. Dovere di informazione (tutto documentabile, come sempre) verso i cittadini.
    Cercheremo di farlo con maggiore costanza. Hai ragione sulla dannosità… ma nel breve titolo dell’articolo, tra i tanti termini e aggettivi sdeguati alla circostanza (inerte, dannoso fallimentare, ecc…) ho optato per l’inerzia…


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